Collector's view: Palmieri Collection


Paolo Palmieri, appassionato di arte contemporanea e collezionista, ci racconta in questa nuova rubrica "Collector's view" la sua grande, curiosa collezione e del suo stretto rapporto con giovani artisti emergenti tramite il progetto di residenze "Appuntamento con l'artista" nato nella sua stessa casa di famiglia.


Paolo Palmieri e Sebastiano Sofia, Foto Palmieri Collection



In che modo si è avvicinato all’arte contemporanea? Perché e quando ha iniziato a collezionare?

Ho iniziato dal 98 frequentando una piccola galleria di Savona che successivamente si è spostata a Genova con il nome di Pinksummer Contemporary Art diventando una galleria nota in tutta Italia, avendo molti artisti internazionali seguiti in tutto il mondo.

Questa passione, quindi è iniziata un po’ per caso e pian piano ho iniziato a frequentare anche le fiere e i musei in giro per l’europa.

Così è nato questo grande amore.


Sono sempre stato vicino all’arte, mi è sempre piaciuta.

Dalla piccola galleria, che frequentavo, ho acquistato una prima opera di Amedeo Martegani, si tratta di un lavoro in edizioni. Da qui ho continuato prima con gli artisti italiani e poi con quelli internazionali.


Qual è l’idea di base della sua collezione?

Alla base della mia collezione ci sono sempre stati artisti semi sconosciuti "alle loro prime mostre", soprattutto quasi sempre molto giovani però proposti molto spesso da gallerie che ritenevo avessero un programma interessante.

Ad esempio uno dei primi artisti che ho acquistato è stato Xavier Veilhan, ai tempi era un'artista sconosciuto ed ora è uno degli artisti di Perrotin di Parigi.

Quindi posso confermare che provo meno interesse verso artisti già affermati.

Cerco sempre qualcosa di fresco, di giovane, artisti di cui mi posso assumere il compito di aiutare a raggiungere un futuro importante.



Sebastiano Sofia, Foto Marcello Campora


Su che base decide di acquistare un’opera? Quali sono i criteri?

Inizialmente mi sono fidato di chi mi proponeva gli artisti, infatti guida dei primi miei acquisti è stata proprio la galleria Pinksummer, poi ovviamente la scelta finale ricadeva su chi mi colpiva di più.

Nel corso degli anni ho acquistato anche lavori non tanto semplici da installare e forse da comprendere: come un lavoro di un'artista coreana realizzato con delle gomme da masticare installate direttamente da lei a casa mia in una notte.

Si tratta di un lavoro temporaneo, infatti ora non ce l’ho più…la gomma si è deteriorata, è rimasta solo l’autentica.


Un altro acquisto che ho fatto da Sonia Rosso nel 2002 è stato un appuntamento con un’artista, Jonathan Monk.

Consisteva in un semplice appuntamento, quindi concretamente in un biglietto su cui c’erano segnalati luogo, data e ora (Mole Antonelliana, 25 Aprile 2014, ore 12.00).

L’appuntamento è avvenuto veramente, l’artista ha rispettato ciò che aveva scritto.

Mi sono presentato seguendo le indicazioni date dall’artista, e lui si è reso disponibile a tutta la mia famiglia per tutto il giorno.

In sostanza ho comprato l’impegno e il tempo dell’artista.


Quante opere avete e dove le esponete?

In collezione ho circa un centinaio di lavori, principalmente li tengo nella mia casa e quello che non posso esporre lo tengo in qualche magazzino.

Spesso i lavori di grandi dimensioni non riesco ad installarli nel mio spazio, perciò li impresto molto volentieri ai musei e/o istituzioni che me li richiedono.

Adesso ho creato uno spazio esclusivamente adibito all’arte contemporanea, dove ho organizzato delle residenze: invito gli artisti e questi ultimi creano e vivono per un periodo a casa mia.


Sebastiano Sofia è un artista, a cui abbiamo aperto le porte della nostra dimora a Celle Ligure il 2 di Aprile. Nel corso di due mesi ha realizzato un lavoro che poi è stato esposto all’inaugurazione della residenza di artista fatta recentemente, lavoro che rimarrà fino a Settembre. Sebastiano ora ha finito il suo percorso, ora la residenza è pronta ad accogliere un altro nuovo artista.


Sebastiano Sofia. Buon compleanno a me, 2021. Acrilico e grafite su tela, cm. 170x150



Il programma, mio e di mia moglie con la quale gestisco insieme questo progetto è quello di ospitare due artisti all’anno.

Sebastiano Sofia è stato il secondo, mentre il primo è stato Nicola Filia, un’artista sardo che ha realizzato dei lavori in ceramica.

Sebastiano invece è uno scultore, anche se ha deciso nel corso della sua residenza di lavorare sulla pittura realizzando principalmente 8 dipinti tra cui uno di rilevante dimensione.


Residenza d’artista Paolo Palmieri e Nicola Filia

Il primo e l’ultimo acquisto?

L’ultimo acquisto è un'installazione di Sancho Silva, un’artista portoghese che ha realizzato un’installazione fatta di luci e musica e oggetti appesi, è un lavoro che avrebbe bisogno di un intera stanza infatti non ho avuto ancora l'occasione di installare quest'opera. L’artista ha creato apposta per me una super valigia con tutte le istruzioni, ora devo trovare uno spazio che possa ospitare il suo lavoro oppure sistemarlo anche nella mia residenza quando non avrò artisti esposti condividendolo al pubblico, quindi potrà essere un progetto futuro o un prestito.


Il primo acquisto è installato dove ora risiedono gli artisti e si chiama La casetta di Laura , è un'edizione di foto raffiguranti il mare di Amedeo Martegani, a cui sono molto affezionato.

Successivamente ho acquistato un lavoro di Stefania Galegati sui nani realizzato tramite delle foto di grandi dimensioni. Un lavoro che è stato esposto a Museion a Bolzano, dove è stata fatta una rassegna per i collezionisti, che consisteva nell’esposizione di collezioni cosiddette “domestiche”.


Un vostro acquisto memorabile?

Un lavoro molto importante a cui ho partecipato è stata l’installazione del Pink Rabbit ad Artesina. Nel 2004 quando Genova era capitale della cultura, sono stati invitati anche un gruppo di artisti austriaci viennesi. In questa occasione è intervenuto Germano Celant presentando diversi artisti tra cui loro, ma non vennero selezionati per il programma. Ho deciso di aderire, dando un'opportunità a questo gruppo. Essendo gestore di una stazione sciistica in Piemonte, ho fornito a questi artisti uno spazio sulla montagna dove installare la loro opera.

Il Pink Rabbit è stata una scultura gigantesca, 40 x 30 alta 5 mt.

Quindi si è trattato di un evento molto importante e di grande impatto, gli artisti hanno lavorato due mesi per installarlo grazie anche ad un’azienda dedicata.

La scultura ha fatto poi il giro del mondo, anche se ora non esiste più perché era costruita con paglia e lana e dopo 16 anni si è distrutta considerando anche le condizioni climatiche non a favore, essendo esposta in piena montagna.

Non è rimasto niente, ma ci sono ancora giornali che pubblicano la notizia come se fosse stato ieri e c’è ancora molto interesse, spesso si sente domandare: “Dov’è questo coniglio gigante?”

Ad Artesina sono arrivati da tutto il mondo per vedere questo coniglio.

E’ stata un’opera eccezionale.


Com’è nato il progetto “Appuntamento con l’Artista"?

Il progetto è nato per avere nuovi stimoli, per creare continue connessioni con l’arte contemporanea.

Volevo creare un progetto che fosse mio. In passato ho fatto parte di alcuni gruppi legati a dei musei, tra cui “Amici del museo” di Villa Croce di Genova.

Questa attività è terminata ed essendo sempre alla ricerca di novità ho voluto creare questo progetto secondo la mia esperienza e il mio gusto. L'obiettivo è quello di promuovere artisti che hanno difficoltà a rendersi visibili e dargli il tempo necessario per produrre in tutta tranquillità, senza problemi economici e di lavoro.

Sebastiano Sofia è riuscito a mantenere la concentrazione producendo un lavoro di crescita, è stata evidente infatti la sua evoluzione.



Maria Antonietta Collu, Paolo Palmieri e Sebastiano Sofia, Foto Marcello Campora


Quali sono i progetti futuri per la collezione?

Il progetto futuro è quello in corso, delle residenze, quello di continuare ed invitare due artisti all’anno e la realizzazione di un fanzine che descrive la residenza con l’aiuto di Tiziana Casapietra, ex redattrice di Flashart adesso direttrice del museo della ceramica di Savona. Abbiamo creato un dialogo tra Tiziana, mia moglie, l'artista ed io che è stato pubblicato tramite la fanzine. Si tratta di un lavoro a sé, composto da un edizione di 100 copie firmate dall'artista.