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ReA! Flashback Friday with Matteo Casali




Quali esperienze/ opportunità/ sfide artistiche hai incontrato in questi anni, dopo la nostra fiera insieme?

Dopo l’esperienza della fiera ReA! Art Fair nel 2021, ho vissuto veramente molte esperienze in ambito artistico, ricevendo un invito da parte di Artsted di partecipare con un’opera alla Biennale di Venezia e iniziando collaborazioni con gallerie d’arte contemporanea come Von Buren Contemporary a Roma; ancora, esponendo in un homeshow a casa di Piersandro Pallavicini, solo per citarne alcune. Inoltre, ho iniziato a lavorare come docente, maestro, di disegno: una passione che necessito di portare avanti in contemporanea alla mia ricerca artistica.


Prima foto: Matteo Casali, Un attimo prima, tecnica mista su tela, Padova 2022.

Seconda foto: atelier fisico, uno dei vari, situato a Thiene (VI).



Ci parleresti di un’opera o un progetto che hai svolto recentemente?

Un progetto davvero importante che ho realizzato in questi ultimi due anni è NOTSpace, un collettivo virtuale nato semplicemente come spazio di lavoro ed esposizione virtuale per gli studenti dell’Accademia di Venezia, poi evolutosi grazie alla collaborazione con l’architetto Mauro Serafin. Con lui, NOTSpace è diventato una realtà indipendente dall’Accademia e nella quale studiamo assieme le possibilità in ambito artistico offerte dalle nuove tecnologie di realtà virtuale e intelligenza artificiale.



Prima foto: atelier virtuale (durante l’allestimento della mostra Settembre certamente).

Seconda foto: mostra Settembre certamente, luglio 2023, esposizione VR, NOTSpace.



Adesso, da cosa sei ispirat*? Quali temi stai approfondendo?

La mia ricerca (principalmente pittorica ma anche segnica, fotografica, di videoarte, modellazione 3D...) si concentra tecnicamente sempre sulla sintesi e sul cogliere l’immediatezza del momento, affrontando i temi del ricordo e della perdita di memoria, dell’intangibilità, dello spazio virtuale e liminale e del non-luogo, dell’identità.


Matteo Casali, È qui che perde il senso, olio, acrilico e carbone su tela, Thiene 2023.



Verso quali orizzonti vorresti orientare la tua ricerca artistica nel prossimo futuro?

La mia ricerca artistica indubbiamente rimarrà ancorata principalmente alla pittura e al tema della figura umana e del paesaggio e di trovare nuove soluzioni grafiche e compositive. Tuttavia, parallelamente porterò avanti lo studio della modellazione 3D in realtà virtuale, utilizzando i visori e l’hand tracking per dipingere direttamente in 3D all’interno di spazi digitali. Ciò che mi preme maggiormente sottolineare è che pur sperimentando e utilizzando tecniche diverse (dal disegno alla pittura, dalla scrittura alla modellazione 3D), tutte le mie opere sono studi della stessa macro-ricerca, formata da infiniti “frame”, infinite opere. Un segno continuo. Trovo utile sdoganare il concetto di bozzetto che precede un’opera finita: un grande dipinto a olio può essere lo studio per un disegno fatto a mano sullo smartphone, studio anch’esso per la prossima opera.


Matteo Casali, Lunedì blu, tecnica mista su tela, Bassano 2023.



Secondo la tua opinione, in che modo l'arte è importante per la società?

L’arte ha senza dubbio il compito di dialogare con la società, senza diventare però troppo descrittiva. L’interpretazione libera da parte del pubblico è necessaria per rendere l’opera duratura nel tempo e declinabile alla lettura di situazioni sempre nuove; è necessaria anche per essere fruibile sia da visitatori in grado di darne una lettura più intellettuale, sia per chi decide di prendere l’arte più “di pancia”. In ogni caso, credo fermamente che l’arte debba avere una funziona sociale, lontana dalla filosofia che non è serva. L’arte serve, e deve stare al servizio di cause più grandi: nei musei per documentare, nelle piazze per protestare. Nelle chiese veneziane si prega di fronte a Tiziano, Tintoretto... oggi i temi da affrontare riguardano l’ambiente, il genere... la sensibilità è cambiata, ma la funzione dell’arte rimane forte e necessaria per mostrare nuove vie per il futuro.



Mostra Solo con me stesso, ottobre 2022, Galleria Von Buren Contemporary, Roma.


Dove vedi collocato il tuo lavoro rispetto alla scena artistica contemporanea?

Il mio lavoro viene inserito da un articolo di Piersandro Pallavicini su IlGiornale, dedicato al catalogo di Domenico Russo riguardo alla teorizzazione di una nuova corrente pittorica figurativa italiana, derivante da quella che è stata descritta come Nuova Figurazione Italiana: l’Altra Individualità. Mi trovo molto d’accordo sul ritenere che la mia ricerca pittorica si inserisca bene all’interno di questo movimento che si sta delineando, caratterizzato da figure umane che poco hanno di realismo ritrattistico ma appaiono distorte e alienate da un presente traumatico e sofferto.


Mostra DA A-A FRA, marzo 2023, Spazio Arte Bejaflor, Portogruaro (VE).

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