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ReA! Flashback Friday with Michele D'Amico

Updated: Jun 8


A me fa stare bene la pittura, il figurativo, la tela, il colore


Michele D'Amico, Ritratto all'aperto con l'animaletto nero, 2022.



Hai preso parte alla prima edizione di Reafair nel 2020, quali esperienze e opportunità artistiche hai incontrato in questi anni?


Dopo la fiera sono successe diverse esperienze nel campo artistico, come ad esempio la mia prima personale intitolata “Tra volti” che è avvenuta nel 2022 nel comune di Inveruno, sempre nel 2022, grazie ad una mostra collettiva itinerante organizzata da alcuni professori dell’accademia, ho esposto a Francoforte per la prima volta ed è stata una bellissima esperienza. Queste due opportunità espositive sono le più significative, ma ci sono stati tanti altri traguardi importanti, come il raggiungimento della Laurea Triennale e Magistrale in Arti Visive all’Accademia di Belle Arti di Brera, due esperienze magnifiche che non dimenticherò mai.



Potresti raccontare un’esperienza in particolare, di questo periodo, positiva per te e la tua pratica artistica?


Cito di sicuro la magnifica collaborazione che è avvenuta con l’industria di ceramiche Serravalle, situata a Santo Stefano di Camastra in Sicilia. Grazie a tutto il team ho imparato a dipingere sulla ceramica, una tecnica che non avevo mai provato e che è molto lontana da tutte le altre tecniche delle arti visive. Grazie a questa collaborazione ho realizzato una serie di piatti e mattonelle in ceramica.



Ci parleresti di un’opera o un progetto che hai svolto recentemente?


Vorrei citare l’ultima esperienza artistica che ho fatto e riguarda un’importante commissione da parte dell’Archivio di Ca’ Granda. Il ritratto realizzato raffigura l’ex sindaco di Milano ed ex presidente dell’Ospedale Maggiore Carlo Tognoli.



Secondo la tua opinione, in che modo arte e società sono legate?


Secondo un mio punto di vista, l’arte è necessaria per la società soltanto quando vi è una base culturale notevole, dove è presente il riconoscimento dell’importanza artistica. Se ciò viene a mancare purtroppo non vi sarà una buona concezione dell’arte. Per far si che questo avvenga bisognerebbe potenziare l’insegnamento nelle scuole, divulgare l’arte e sensibilizzare in modo efficace la società. Quando il livello culturale sarà buono allora la società non potrà fare a meno dell’arte, ammirandola e traendone tutto il bene che questa può offrire. Il pubblico sarà capace di produrre dei giudizi costruttivi a riguardo e (la cosa più importante) ci saranno più persone che la preserveranno nel tempo. Perché senza quest’ultimo fattore l’arte potrebbe deteriorarsi e sparire per sempre, sarebbe la sua sconfitta.



Michele D'Amico, Pesci rossi, 2022.



Ci parleresti di un’opera o un progetto che hai svolto recentemente?


Vorrei citare l’ultima esperienza artistica che ho fatto e riguarda un’importante commissione da parte dell’Archivio di Ca’ Granda. Il ritratto realizzato raffigura l’ex sindaco di Milano ed ex presidente dell’Ospedale Maggiore Carlo Tognoli.



Guardando al tuo percorso e alla tua ricerca, come ritieni di essere cresciuto in questi anni?


E’ stato un passaggio graduale sicuramente, in particolar modo vi è stato un forte cambiamento dal 2018 ad oggi. Una serie di espedienti hanno fatto sì che il mio gesto pittorico, pensiero e approccio nei confronti dell’arte mutassero e maturassero. Grazie sicuramente anche allo studio, i consigli dei professori e colleghi, le visite nelle gallerie e musei.



Quale soggetto o tema stai approfondendo nelle tue opere in questo momento?


Attualmente la mia ricerca verte su un fattore prettamente biografico, ovvero l’intenzione di dare un volto pittorico ad un mio gemello che non ha mai visto la luce. Infatti, alcuni ritratti che realizzo spesso possono sembrare degli autoritratti. In parallelo a questa ricerca non mancano di certo alcune scene e volti appartenenti al mio quotidiano, quali possono essere amici, familiari, animaletti da compagnia.



Hai dei piani per la tua ricerca artistica nel prossimo futuro?


Non ho delle idee future ben precise, proprio perché ritengo la mia pittura un flusso che si modifica pian piano. Le idee e stati d’animo prendono forma sul supporto assecondando il presente. Posso rispondere alla domanda per quanto riguarda il lato pratico, di sicuro ho in mente di sperimentare nuove tecniche, magari la scultura o l’istallazione.



Le opere di Michele D'Amico esposte nella mostra collettiva Sguardi.

Prima foto presso Westend Galerie di Francoforte, 2022. Seconda foto da Lorenzelli Arte Contemporanea, 2022.




Come ti sembra che sia percepito il tuo lavoro da parte del pubblico?


Ad oggi mi sembra che il mio lavoro sia percepito in maniera abbastanza positiva, credo che arrivi facilmente al pubblico, forse per via del figurativo, delle scene quotidiane che spesso accomunano un po’ tutti. Mi gratifica e sono soddisfatto del lavoro che sto portando avanti. Comunque c’è sempre da imparare, ascoltare e migliorare la propria pratica artistica.



Come lo percepisci tu? Dove lo vedi collocato rispetto alla scena artistica contemporanea?


Se penso alla scena artistica di oggi il mio lavoro può risultare un po’ “retrò”, sia da un punto di vista pratico che tematico, e a me non interessa rimanere al passo con la tendenza artistica. In generale non sono una persona che vive costantemente il presente e la moda del momento. Alcuni miei colleghi affrontano delle dinamiche socio-politiche e hanno tutto il mio rispetto. Ma nel mio caso, fin quando non sento vicino quel determinato episodio sociale, non ho la necessità di renderlo in pittura o in altri mezzi espressivi. A me fa stare bene la pittura, il figurativo, la tela, il colore, dunque continuerò a farlo fin quando non mi stancherò e cambierò qualcosa. Con queste parole non vado assolutamente a contrastare l’arte più “avanguardistica”, anzi, rimango spesso affascinato e stupito dai nuovi materiali e tecnologie utilizzate per creare opere d’arte.



Quali sfide hai affrontato come artista emergente e come le hai superate?


Per adesso fortunatamente non ci sono state molte difficoltà nel campo artistico, o comunque sfide rilevanti. Più che altro si tratta di sacrifici che ho fatto fino ad ora per la mia passione, ovvero lasciare casa e famiglia in Sicilia per trasferirmi a Milano, dedicando tempo e denaro alla pittura (e non solo). Insomma, decisioni importanti che qualsiasi fuori sede può capire. In ogni caso, essendomi laureato da poco alla magistrale dell’Accademia di Belle Arti di Brera, credo che le difficoltà inizieranno da adesso ahaha!



REA QUESTION

Secondo la tua esperienza, quali sono i giusti ingredienti per una ricerca artistica sempre capace di rinnovarsi e crescere?


Secondo il mio punto di vista, per una buona ricerca artistica, come prima cosa bisogna essere curiosi, sia nell’arte che in generale. La curiosità ci spinge a provare nuove esperienze, nuovi stimoli e ispirazioni. Tutto questo si traduce sicuramente nel lavoro che stiamo svolgendo o ricercando. Non dare nulla per scontato, dunque bisognerebbe porre delle domande, osservare qualsiasi cosa e apprendere tutto ciò che è possibile apprendere. Un altro fattore che potrebbe giovare sulla propria ricerca è il rispetto di sé stessi. È giusto che ogni individuo si dia i propri tempi e spazi, non avendo fretta di concludere una determinata opera o progetto. Ci sono delle opere che richiedono anche anni per una buona riuscita, quindi bisogna attendere e non buttarsi giù se un lavoro non trova facilmente una sua conclusione. Non significa che si è fallimentari e perdenti, anzi, questo ci dimostra quanto si è stati tenaci nel tentare.



Prima foto: studio di Michele D'Amico.

Seconda foto: Michele D'Amico, In compagnia, 2022.





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